COME SI LEGGONO LE CARTE METEOROLOGICHE?
Prima di iniziare questa piccola lezione su come leggere le Carte Meteorologiche, bisogna capire cosa sono i Modelli di Previsione (ovvero le Carte Meteo). I modelli matematici per le previsioni del tempo non sono altro che una serie di carte previsionali basate sulle leggi della fisica che regolano i moti atmosferici.
Essi partono tutti dalle stesse rilevazioni sinottiche sia al suolo che in quota ad una determinata ora e vengono elaborati da potenti computer. A volte però i modelli non sono attendibili, specie se a lungo termine, questo perché a volte i dati di partenza sono mancanti e perchè ci sono ancora molti punti del pianeta scoperti (come mari e deserti ).
Su Internet si trovano tantissimi modelli meteorologici e qui proveremo a spiegare come si leggono.
Le carte meteorologiche più importanti che andremo a spiegare qui di seguito sono:
1)
Carte di analisi al suolo2) Carte a 850 hPa (1.500 mt di altitudine)
3) Carte a 500 hPa (5.500 mt di altitudine)
4) Carte "spaghetti" - Ensemble
La prima cosa che bisogna verificare è la data e l'ora a cui si riferisce quella carta e la posizione geografia.
Nella carta soprastante, l'orario riportato è riferito al meridiano centrale (meridiano di Greenwich - Londra), ed è valido per tutto il globo terrestre.
Se l'orario è nella forma UTC (Coordinated Universal Time) oppure Z, in alcuni ambienti, significa che se siamo nel periodo senza ora legale basta aggiungere un'ora mentre se siamo in ora legale occorre aggiungere 2 ore.
Riprendendo la nostra cartina, essa riporta in alto a sinistra le 12 UTC: questo significa che le osservazioni sono state effettuate alla medesima ora in qualsiasi parte del Mondo.
Queste carte vengono solitamente tracciate per ogni ora sinottica principale (00, 06, 12, 18 UTC).
Nella carta soprastante, notiamo al centro anche dei numeri scritti in grassetto. Questi rappresentano i valori di pressione più bassi o più alti in quella determinata zona. Le linee nere rappresentano le isobare (punti a uguale pressione). Ad ogni isobara è associato il corrispondente valore di pressione espresso in hPa (ectopascal).
Come si può notare da quest'altra carta, sono tracciate le linee "celesti" a uguale pressione (isobare) che permettono di distinguere aree di bassa pressione (segnate con L o B), caratterizzate da circolazione ciclonica (in senso antiorario) e aree di alta pressione (H o A), caratterizzate da circolazione anticiclonica (in senso orario). Ad ogni isobara è associato il corrispondente valore di pressione espresso in hPa (ectopascal).
In molte carte vengono pure tracciati i fronti. Quelli blu o indicati con triangoli sono i fronti freddi, quelli rossi o segnati con semicerchi sono i fronti caldi. Sono anche tracciate delle linee continue o tratteggiate in corrispondenza dell'asse delle saccature (nella carta in esame sono quei segmenti di linee blu scure). Caldo e freddo stanno ad indicare la temperatura della massa d'aria in arrivo, rispetto a quella esistente.
Il fronte freddo segue sempre quello caldo e viaggia più velocemente, quindi con il trascorrere del tempo lo raggiunge dando origine al fenomeno di occlusione. I due fronti si uniscono per originare il fronte occluso indicato in viola o con triangoli e semicerchi alternati. Con l'occlusione il sistema depressionario raggiunge solitamente la fase più intensa, dopo di che inizia a decadere.
I fronti tracciati su queste carte si riferiscono alla posizione al suolo. A livelli superiori la posizione del fronte normalmente non coincide.
Ai fronti sono associati sistemi nuvolosi. Il fronte caldo è preceduto già 24 ore prima da nubi alte (dapprima cirri poi altostrati) che si trovano anche a più di 500 km dalla linea frontale. A 200-300 km dall'arrivo del fronte caldo al suolo (quello segnato sulle carte) iniziano le precipitazioni, generalmente deboli o moderate e continue. La parte attiva del fronte caldo è quella vicina al centro di bassa pressione attorno al quale ruota. Il cambiamento del tempo legato al passaggio di un fronte freddo è invece molto più repentino, con formazione di nubi a sviluppo verticale e precipitazioni più intense ed intermittenti, spesso a carattere di rovescio.
Per quanto i fronti siano in genere portatori di maltempo, la loro intensità e quindi i loro effetti sono assai variabili. Come regola generale si può ricordare il fatto che in estate, sul continente europeo, i fronti caldi sono poco sviluppati e assai deboli, mentre in inverno possono essere anche ben più attivi dei fronti freddi. La spiegazione risiede nel contrasto termico: in estate l'aria sulla terraferma è già calda e il fronte non porta nessun contrasto, in inverno il contrasto termico è assai rilevante.
Infine, guardando temperatura, umidità e venti vicino al suolo si possono individuare sia le avvezioni termiche (che vedremo in dettaglio nelle carte a 850 hPa) che di umidità, sia le zone di convergenza o divergenza a cui sono associati moti verticali rispettivamente ascendenti o discendenti.
(Tratto dal sito: http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=12619)
- Carte a 850 hPa (1.500 mt di altitudine)
Tipicamente, le carte relative alla superficie isobarica 850 hPa (circa 1500 metri di quota) mostrano la temperatura e l'altezza geopotenziale e risultano utili per valutare le avvezioni calde e fredde ai bassi livelli.
In alto a sinistra sono riportati alcuni dati:
Init. = significa che la carta è stata inizializzata domenica 25 febbraio 2007 alle 06Z (ovvero 06 UTC)
Valid. = significa che le previsioni sono valide per lunedì 26 febbraio 2007 alle 18Z (ovvero 18 UTC) - 36 ore dopo
850 hPa Geopot. (gpdm) und Temperatur (Grad C) = significa che la carta presa in esame è relativa alla superficie isobarica di 850 hPa
(gpdm) invece indica l'unità di misura (decametri - dm) in cui si trova la misura isobarica.
In questo caso la misura isobarica è 850 hPa
Temperatur (Grad C) invece indica l'unità di misura della temperatura ("settore graduato" sul lato destro della cartina)
Sulle carte a 850 hPa sono tracciate le isoipse (linee bianche), linee che uniscono i punti di uguale altezza geopotenziale, il cui valore corrisponde alla quota, espressa in metri o in decametri, alla quale la pressione vale 850 hPa. Analogamente a quanto visto per le isobare tracciate nelle carte al suolo, evidenziano le aree di bassa e di alta pressione. In questo senso le carte a 850 hPa possono essere interpretate come quelle al suolo.
Sono tracciate anche le isoterme (linee nere), che rappresentano i punti di eguale temperatura in quella determinata quota. Il valore corrispondente ad ogni isoterma rappresenta la Temp. in °C.
In prima approssimazione si può considerare che le masse d'aria si muovono seguendo la direzione indicata dalle isoipse, ruotando in senso antiorario (orario) attorno alle basse (alte) pressioni. Spesso vengono indicati numerosi centri di bassa o alta pressione, ma non tutti sono importanti. Sono significativi solo quelli che hanno molte isoipse che li racchiudono, in quanto sono quelli più profondi ed intensi. Quelli con poche isoipse sono al contrario deboli, sono solo minimi relativi che non rivestono un ruolo fondamentale nell'evoluzione a breve termine.
Il campo di temperatura a 850 hPa permette facilmente di individuare masse d'aria fredda o calda e di evidenziarne i movimenti tramite l'evoluzione temporale prevista dal modello. In pratica si possono valutare le avvezioni calde o fredde, ovvero capire dove si sposterà una determinata massa d'aria, considerando che lo spostamento avviene lungo le isoipse. L'intensità dell'avvezione dipende da tre fattori:
1) Vicinanza delle isoipse. L'avvezione è sostanzialmente il trasporto di una grandezza (in questo caso la temperatura) a causa del vento medio. E' facile intuire che ad un vento forte corrisponda una maggiore avvezione. Più le isoipse sono vicine, più i venti risultano forti, e di conseguenza risulta più intensa l'avvezione.
2) Isoterme e isoipse perpendicolari. Si ha avvezione quando il vento trasporta una massa d'aria caratterizzata da una certa temperatura verso una zona dove la temperatura è diversa. Se le isoipse e le isoterme sono parallele, allora lungo la direzione del trasporto non c'è variazione di temperatura, quindi l'avvezione è nulla. Quando, al contrario, isoterme e isoipse sono perpendicolari l'avvezione è massima, poiché è massimo il gradiente (variazione) della temperatura nella direzione del trasporto.
3) Vicinanza delle isoterme. Il valore dell'avvezione è proporzionale sia al vento (punto 1) sia alla variazione orizzontale di temperatura (gradiente), poiché aumenta il contrasto termico tra le masse d'aria trasportate dal vento. Quindi più le isoterme sono vicine, più la variazione (gradiente) di temperatura è maggiore così come più intensa risulterà l'avvezione.
Ad un'avvezione in quota quasi sempre corrisponde una analoga risposta vicino al suolo per cui un raffreddamento alla 850 hPa può far pensare ad un calo di temperatura anche al suolo. A volte però ci possono essere sorprese e ritardi dovuti ad esempio al rallentamento delle masse d'aria vicino al suolo nell'oltrepassare le Alpi.
Grazie alle isoipse sappiamo quindi come si muove una certa massa d'aria perciò, se essa si muove da una zona fredda a una zona calda avremo avvezione fredda viceversa, se ci sarà trasporto di aria da una zona calda ad una zona fredda avremo l'avvezione calda.
Quindi riassumendo, condizione necessaria per la presenza di avvezione è l'incidenza tra isoipse e isoterme, maggiore sarà l'inclinazione maggiore sarà l'avvezione (sarà massima quando le due linee saranno perpendicolari tra di loro).
Osservando isoipse e isoterme a 850 hPa si può individuare anche la posizione dei fronti. In primo luogo si deve localizzare un'area in cui sia forte il gradiente termico, o in altre parole, in cui le isoterme siano molto vicine (ciò indica un brusco cambiamento di temperatura, caratteristica propria del fronte). La zona così individuata risulta essere una zona frontale se le isoipse sono perpendicolari (più o meno) alle isoterme. Il fronte viene tracciato in corrispondenza del bordo caldo della zona frontale.
Alcune carte di immediata interpretazione mostrano il vento a 850 hPa tramite vettori la cui lunghezza è proporzionale all'intensità.
Qualora non fossero mostrati direttamente i vettori (freccette), come nella carta prcedente, si può accettare l'approssimazione che, sulle zone a bassa elevazione, il vento sia geostrofico, ovvero scorra parallelamente alle isoipse, lasciando sulla destra i valori alti di pressione. L'intensità è proporzionale alla distanza delle isoipse. Le zone con isoipse molto vicine saranno caratterizzate da vento intenso.
(Tratto dal sito: http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=12636)
- Carte a 500 hPa (5.500 mt di altitudine)
La superficie isobarica 500 hPa si colloca mediamente attorno ai 5.500 metri, all'incirca a metà troposfera, e può essere considerata non influenzata dagli effetti del suolo. Siamo in libera atmosfera. Mentre ai livelli inferiori ci si concentrava principalmente sui campi di temperatura e umidità, qui ci si concentra sul flusso e in particolare sulla vorticità assoluta.
In questo caso, il "settore graduato" sul lato destro della cartina rappresenta l'altezza della superficie isobarica in questione (espressa in decametri).
Grazie alla disposizione di questi settori colorati possiamo capire come si muovono le masse d0aria fredda e calda. anche in questo caso la vicinanza delle isoipse indica l'intensità dei flussi d'aria.
L'altezza della superficie isobarica indica anche il livello termico della colonna d'aria in una determinata zona. Quindi, più è alta la superficie, più le temperature saranno alte (colore rosso nella cartina). Tutto ciò avviene grazie alla compressione adiabatica della colonna d'aria.
Se invece la colonna d'aria è molto bassa, le temperature saranno basse (colore blu nella cartina).
Le linee tratteggiate indicano le "isoterme" ovvero, linee che uniscono punti di eguale temperatura a 500 hPa.
Ad esempio: se in un determinato punto passa la linea 552dam (vedi il settore graduato a destra) vuol dire che in quel punto la pressione di 500 hPa la troveremo a 5520 mt.
Stesso discorso vale per le linee tratteggiate (isoterme) che indicano la temperatura a 500 hPa. Se la linea tratteggiata è all'interno, ad esempio, di una 548dam (vedi il settore graduato a destra) vorrà dire che il valore della linea (es.: -10) lo troveremo a 5480 mt di altitudine nella libera atmosfera.
Come visto per le quote inferiori, anche a 500 hPa, dall'analisi dell'altezza geopotenziale (il cui valore è generalmente espresso in decametri) si possono identificare le aree di alta e bassa pressione, oltre che stimare, qualora non siano direttamente tracciate, la direzione ed intensità del vento. La carta a 500 hPa è in assoluto la più adatta per esaminare la circolazione a larga scala caratterizzata dal susseguirsi di saccature e promontori. E' importante che l'analisi del geopotenziale in quota sia fatta tenendo presente la carta di superficie e quelle dei livelli intermedi (infatti molto spesso sulla stessa carta vengono riportate sia la pressione al suolo che l'altezza geopotenziale a 500 hPa). Di frequente, ad una depressione al suolo corrisponde in quota una saccatura.
Possiamo dividere in due parti le "saccature" mediante un'asse che determina la posizione dei fenomeni.
I moti verticali ascendenti (dal basso verso l'alto) si trovano sempre a destra dell'asse di saccatura, mentre a sinistra i moti sono discendenti (dall'alto verso il basso). Con i moti ascendenti si sviluppano nubi e precipitazioni.
Una "saccatura" è una figura di bassa pressione a forma di U, mentre un "promontorio" anticiclonico è una figura di alta pressione a U rovesciata. Le due figure sono "collegate" tra loro formando così delle onde più o meno ampie dette "Onde di Rossby".
A 500 hPa viene mostrato talvolta anche il campo di temperatura, dal quale si possono individuare avvezioni calde o fredde in quota lungo la direzione indicata dalle isoipse. Infine, sempre considerando che il moto di una massa d'aria a 500 hPa avviene lungo le isoipse, lasciando i valori di alta pressione sulla destra, si può stimare il moto dei sistemi nuvolosi a grande scala i quali mediamente si muovono con il flusso a questa quota.
(Tratto dal sito: http://www.meteogiornale.it/news/read.php?id=12723)
- Carte "spaghetti" - Ensemble
Sull'asse delle X troviamo i giorni e il mese presi in considerazione. Sull'asse Y a sinistra troviamo i numeri che vanno da -30 a +30, questi numeri sono le temperature che si hanno a 850 hPa.
Le linee colorate "spaghetti" al centro della carta sono tutte le emissioni e previsioni della temperatura effettuate dal modello GFS che dovremmo avere su Roma nei giorni indicati (asse X).
Le linee colorate che poggiano sull'asse X corrispondo alle precipitazioni previste nei giorni indicati e la quantità di pioggia in mm prevista (asse Y a destra con valori da 0 a 50).
In pratica questo è il modello GFS fatto andare 14 volte. Praticamente il modello fa circa 14 volte la previsione partendo da dati iniziali che si discostano un pò da quello reale osservato.
La linea rossa e' la media trentennale (perciò se gli “spaghi” sono sotto o sopra tale linea si comprende se si tratta di una fase più fredda o più calda di quella che la climatologia assegna nel dato periodo).
La linea blu e' il run ufficiale GFS a 850 hPa, quello con i dati di partenza rilevati.
Tutte le altre linee colorate sono le altre 14 uscite dello stesso modello GFS effettuate variando alcuni dati di partenza.
La "linea bianca" rappresenta la somma algebrica delle 14 possibilità e dunque una media attendibile tra tutte le interpretazioni possibili.
Più gli spaghi sono aperti (discordanti) più la situazione e' incerta, più sono chiusi (concordi) più la situazione e' delineata.
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Per avere ulteriori spunti su come leggere e interpretare le carte meteorologiche, potete cliccare sul sito:
"Corso meteo a cura di Vittorio Villasmunta"
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